Titolo:
Flame
Genere: Dramma
Rating: Giallo
Logline: Edward si allontana da una vita che non sente più sua, nella speranza di riuscire a vivere davvero.
Genere: Dramma
Rating: Giallo
Logline: Edward si allontana da una vita che non sente più sua, nella speranza di riuscire a vivere davvero.
Sinossi:
L'incendio che divampa quando due anime affini si incontrano fa
scattare inevitabilmente una passione focosa e travolgente, ma cosa
succede se uno dei due smette di ardere? E se la vita ti mette di
fronte a delle scelte sei davvero capace di scegliere la via
migliore? Edward ha fatto la sua scelta, dopo molto tempo finalmente
cerca di andare avanti nella sua vita e di rendere felici le persone
accanto a sé.
L'amore
è vaporosa nebbiolina formata dai sospiri;
se si dissolve,
è fuoco che sfavilla scintillando negli occhi degli amanti;
s'è
ostacolato, è un mare alimentato dalle lacrime degli stessi amanti.
Che altro è
più?
Una follia
segreta,
un'acritudine
che mozza il fiato,
una
dolcezza che ti tira su. (William
Shakespeare)
La osservo
avanzare lentamente, con quel sorriso che ho amato all'infinito.
È così bella.
I
capelli color mogano sono raccolti in un'acconciatura laterale e
mossi in piacevoli e morbide onde, alle orecchie porta due semplici
diamantini che le ha regalato suo padre il giorno del suo ventunesimo
compleanno. Gli occhi sono appena truccati di un panna sfumato che
valorizza il cioccolato dei suoi occhi e che si sposa perfettamente
con la pelle abbronzata del viso. Le guance si intravedono rosate per
l'emozione di stare nel bel mezzo dell'attenzione di molte persone.
Ma la parte che amo di più sono le labbra, sempre le labbra: piene,
morbide, dolci e succose come ciliegie mature.
La osservo mentre
cammina dando il braccio a suo fratello che sorride e le mormora
qualche parola all'orecchio. Il rapporto tra quei due è sempre stato
invidiabile. Fermo e forte nelle avversità e contro gli ostacoli, a
volte anche insormontabili, che la vita gli ha messo di fronte.
Eppure la determinazione a farcela, la capacità di restare uniti e
l'amore fraterno li ha guidati fino a qui: uno di fianco all'altra,
legati da qualcosa in più di un semplice braccio.
Avanzano fino a
fermarsi sopra a due gradini ornati da un tappeto di velluto rosso,
scelto appositamente per l'occasione.
Rosso
come le fiamme di un fuoco acceso e vivo.
Rosso come il cuore disegnato sulla sua spalla, ora nascosto dal vestito candido.
Rosso come il cuore disegnato sulla sua spalla, ora nascosto dal vestito candido.
Ma io so che c'è.
È identico a quello che ho marchiato all'interno del mio braccio
sinistro molti anni fa. Quel cuore simbolo di un'unione troppo
complicata da poter spiegare. Le fiamme lo avvolgono ma lui,
imperterrito, resta vivido e vivo come se il fuoco non lo toccasse.
Lei
è la fiamma, io sono il cuore. Io resto me stesso, ancora forte
nonostante lei sia un fuoco ardente che potrebbe annientarmi...
invece bruciando mi mantiene vivo.
Era alta di
statura e il fuoco le brillava sull'oro della sua carne,
mentre tutti i
misteri dell'amore dormivano nella notte dei suoi capelli.
(Paul
Gauguin)
Fiamma,
così la chiamo.
La passione che la contraddistingue e la forza con cui porta avanti le sue battaglie annienta tutto ciò che si frappone tra lei e la meta... proprio come il fuoco lascia solo cenere come resti. Quando la chiamai così la prima volta rise forte dandomi del cretino. Ci rotolammo nel letto, divertiti e appassionati, ricominciando a fare lamore. Capì solo tempo dopo che quel nomignolo era realtà e misurava l'intensità del mio amore per lei. Perché non mi bastava il ti amo, non bastava neppure sei la mia vita. Non avevo modo per spiegarle quanto l'amore che provo per lei sia grande, immenso, ardente.
La passione che la contraddistingue e la forza con cui porta avanti le sue battaglie annienta tutto ciò che si frappone tra lei e la meta... proprio come il fuoco lascia solo cenere come resti. Quando la chiamai così la prima volta rise forte dandomi del cretino. Ci rotolammo nel letto, divertiti e appassionati, ricominciando a fare lamore. Capì solo tempo dopo che quel nomignolo era realtà e misurava l'intensità del mio amore per lei. Perché non mi bastava il ti amo, non bastava neppure sei la mia vita. Non avevo modo per spiegarle quanto l'amore che provo per lei sia grande, immenso, ardente.
Fu in quel momento
che prendemmo la decisione di incidere tutto ciò sulla pelle per
averlo sempre con noi, come se non bastasse già il calore dei nostri
sentimenti.
L'ha
nascosto adesso, sotto un velo di pizzo bianco.
Non molti occhi possono godere di quel pezzo di pelle; mai troppe persone possono chiedersi di chi sia quel cuore che brucia senza mai morire.
Non molti occhi possono godere di quel pezzo di pelle; mai troppe persone possono chiedersi di chi sia quel cuore che brucia senza mai morire.
A
me non serve fissarlo con gli occhi, neanche faccio più caso al mio,
è stampato nella mia mente e nel cuore, incancellabile. So che è
lì, so che qualunque cosa accada non se ne andrà mai dalla nostra
pelle, né dalle nostre vite.
Le
sue mani tremano attorno al bouquet di rose color pesca che stringe.
L'emozione è così evidente nella rigidità delle sue spalle e dal
respiro trattenuto, che inevitabilmente mi chiedo quali siano i suoi
pensieri adesso. Curiosità che passa in fretta in secondo piano
perché anche così agitata è stupenda e i miei occhi tornano
velocemente al suo viso dolce.
Fiamma... così
brillante, così viva, così calda.
Fiamma,
ardente come il desiderio negli occhi degli uomini che la guardano
quando passa, come il mio stesso desiderio che esplode quando c'è
lei accanto... o quando solo penso al suo nome. È sempre
stato così fin dai primi tempi. La voglia di lei mi faceva svegliare
di notte con il sesso duro e pulsante e la testa piena di fantasie e
sogni erotici. Trovarla al mio fianco, calda e con il mio stesso
desiderio era un regalo, che forse non meritavo.
Fiamma...
così fiera e decisa a conquistare la felicità meritata.
Emmett
le prende la mano, le sorride e gliela bacia. Negli occhi ha un
orgoglio incommensurabile e fraterno che invidio. Mi volto a cercare
gli occhi di Alice accanto all'altare, mia sorella mi sta guardando
piena di amore e orgoglio.
Hai
fatto la cosa migliore,
sembra dirmi.
Hai
preso la decisione giusta,
mi sussurra da lontano.
Certo,
lo so bene. Me lo sono ripetuto mille volte; mi sono guardato allo
specchio, ho ipotizzato di avere lei di fronte e di parlarle come se
il mio cuore fosse nelle sue mani e potesse vedere e toccare con mano
quanto fosse vivo, pulsante, sincero. Centinaia di sere la osservavo
dormire chiedendomi quale sarebbe stata la sua risposta, le
espressioni del viso e la reazione del corpo. Ho immaginato milioni
di scenari diversi... sino a quella sera.
Sì,
è stata la decisione migliore della mia vita, perché ora la vedo
con quel sorriso che mi scioglie, che incanta anche il cuore più
duro e intenerisce la roccia più forte. Lì, con quell'abito bianco
che le calza d'incanto e l'emozione di un giorno speciale, anche la
fiamma più focosa si è affievolita, piegandosi alla trepidazione.
Si
volta anche lei verso Alice; loro due amiche sin dall'infanzia,
compagne di scuola e di vita. Le sorride rendendola partecipe, ancora
una volta, di questo giorno non solo con il pensiero. Senza mia
sorella questo matrimonio non sarebbe stato possibile, neanche così
lontanamente favoloso, lo sappiamo bene. Ma qualcosa nell'espressione
del viso di Bella cambia. Si volta, prima da una parte, poi
dall'altra. Cerca, con foga dello sguardo, qualcuno nella folla. Non
so se lo troverà perché chiudo gli occhi e sospiro. No.
Non doveva andare così. Quel fuoco doveva essere spento tanto tempo
fa, fatto appassire senza ossigeno per evitare che le persone
coinvolte si facessero troppo male. Doveva essere relegato a ricordi
lontani per permettere a due vite di continuare a vivere nella
serenità piena. E se non è così non voglio assistere a questa
scena. Tengo gli occhi chiusi, serrati, tanto stretti da farmi male
alle tempie.
Apro gli occhi
dopo un tempo che mi pare infinito, ma che tale non è.
Era meglio se non
li aprivo e se le mie dannate iridi di campi d'estate, come ama
definirle lei, restavano ben serrate dietro le palpebre abbassate.
Lei, il fuoco che
mi tiene vivo, ormai brucia un altro cuore.
Le
loro mani sono intrecciate davanti al pastore che celebra questa
santa messa, entrambi indossano un sorriso dolce e soddisfatto di chi
ha trovato la serenità tanto agognata.
Lui è perfetto
per lei. Forte e imperturbabile, deciso, amorevole, confortante e
sicuro. Un amore facile, ma non per questo meno importante.
È faticoso
spostare gli occhi da quell'incendio che brucia davanti ai miei occhi
e che non mi appartiene più. Ma lo faccio. Guardo verso mia sorella,
la roccia della mia vita da quando ho tolto il cuore da quelle fiamme
per permettere a uno dei miei migliori amici di prendere il mio
posto. Lei mi fissa, sapendo quanto dolore arde dentro di me e
quanto, fisicamente e non, sono a pezzi dopo questa giornata.
Sì, ho fatto la
scelta migliore della mia vita. Ho permesso a lei di amare e farsi
amare completamente per come merita e di avere il sogno di una vita
serena come desiderava.
Il
cuore vive finché ha qualcosa da amare,
così
come il fuoco finché ha qualcosa da bruciare.(Victor
Hugo)
Abbasso gli occhi
sulle mie mani che stringono la gomma con tanta intensità da rendere
bianche le nocche.
Sospiro
guardando il pavimento al di là delle mie gambe immobili. Lì
giacciono i resti del mio cuore, ormai ridotto in cenere.
Mi
spingo al di fuori della chiesa e la gomma, a contatto con il marmo
bianco, stride di un rumore inquietante, metafora di questa storia
ormai deteriorata. Non so se qualcuno si accorge di me, ma io non mi
accorgo di loro. Le braccia mi portano fino allo scivolo e scendo,
allontanandomi per sempre dall'incendio che mi ha colorato e
scaldato la vita e che mi ha reso uomo per più di un quarto di
secolo.
Le
ruote girano lungo il marciapiede e mi costringo a tenere gli occhi
puntati avanti; non mi volto, anche se la tentazione di tornare
indietro ad osservarla per un altro istante è forte. Alla fine della
strada mio padre mi aspetta in macchina, parcheggiato al limite della
via, conscio che questa cosa dovevo farla da solo. Mi siedo in
macchina, lui si occupa delle mie ruote e poi mette in moto.
«Tua sorella era magnifica quando è passata da noi stamattina.» Mi dice immettendosi nel traffico della cittadina.
«È ancora bellissima.»
«Sei pronto?»
«Tua sorella era magnifica quando è passata da noi stamattina.» Mi dice immettendosi nel traffico della cittadina.
«È ancora bellissima.»
«Sei pronto?»
«Lo si è
davvero, papà? Dico
si è mai davvero pronti a lasciarsi una vita
alle spalle e tentare di cominciarne una nuova? Si è mai davvero
pronti a perdere tutto e lasciare che le persone che ami di più se
ne prendano cura? Non lo so. Non sono sicuro di essere pronto,
neanche lontanamente.»
«È
stato così brutto?»
«No, ho fatto la cosa migliore, lei merita di essere felice e di vivere il suo sogno, di crearsi una famiglia.»
«Ce laveva già, figliolo.»
«No.»
«Sei riuscito a vedere Flame?»
«Me ne sono andato prima, se lavessi vista non avrei mai avuto il coraggio di uscire da quella chiesa.»
«Edward »
«Lo so che non sei daccordo con le mie scelte papà, me lhai sempre detto, lhai anche urlato più di una volta. Nessuno però ti ha chiesto nulla. So io quante volte lho vista piangere e quante volte lho sentita parlare con Alice di quanto fosse dura e difficile quella vita. Gliel'ho resa più semplice.»
«Non credo figliolo. E non lhai lasciata scegliere. Magari lei avrebbe scelto te.»
«Oppure non lavrebbe fatto e io sarei rimasto comunque con il cuore a pezzi e il suo sguardo compassionevole nella mente per tutta la vita. È meglio così.»
«Lo ripeti da sette anni, ma non ne sei convinto neanche tu.»
«No, ho fatto la cosa migliore, lei merita di essere felice e di vivere il suo sogno, di crearsi una famiglia.»
«Ce laveva già, figliolo.»
«No.»
«Sei riuscito a vedere Flame?»
«Me ne sono andato prima, se lavessi vista non avrei mai avuto il coraggio di uscire da quella chiesa.»
«Edward »
«Lo so che non sei daccordo con le mie scelte papà, me lhai sempre detto, lhai anche urlato più di una volta. Nessuno però ti ha chiesto nulla. So io quante volte lho vista piangere e quante volte lho sentita parlare con Alice di quanto fosse dura e difficile quella vita. Gliel'ho resa più semplice.»
«Non credo figliolo. E non lhai lasciata scegliere. Magari lei avrebbe scelto te.»
«Oppure non lavrebbe fatto e io sarei rimasto comunque con il cuore a pezzi e il suo sguardo compassionevole nella mente per tutta la vita. È meglio così.»
«Lo ripeti da sette anni, ma non ne sei convinto neanche tu.»
Queste
gioie violente hanno violenta fine,
muoiono nel loro trionfo
come il fuoco e la polvere
che
si distruggono al primo bacio.
(Bella,
New Moon)
Guardo
fuori dal finestrino le case che si scorrono veloci, e penso a quanto
siamo distanti da quel punto in cui ho appena sparso il mio cuore.
No, non ne sono convinto neanche io, ma non è necessario che lo
sappia qualcuno.
«Jacob era felice. Lei indossava un abito di pizzo bianco con un bouquet di rose color pesca ed Emmett la accompagnava orgoglioso. Sono convinto che sarà un grande matrimonio e che saranno felici.»
«E Flame?»
«Sarà felice anche lei.»
«Tu avresti potuto darle tutto ciò, lo sai vero?»
«No, io avrei potuto solo renderla in catene, fino a farla esplodere. È fuoco papa, se tu tenti di trattenerlo lincendio divampa con unesplosione e avrebbe reso le cose complicate. Così è molto più semplice.»
«Semplice non è bello.»
«Semplice è bello papà.» Svoltiamo verso lautostrada e la velocità aumenta, come la distanza che metto tra me e lei chilometro dopo chilometro e che mi apre lo stomaco in una voragine. Sarebbe così bello se potessi tornare indietro correndo, prendere in braccio Flame, abbracciare Bella e dire loro quanto le amo. Sarebbe tutto più bello se quell'uomo in piedi sull'altare, vestito come un pinguino, fossi stato io, come abbiamo sempre sognato. Sarebbe stato bello se il sorriso che le addolciva il volto avesse colorato ogni nostra giornata insieme senza che io fossi costretto ad assistere a silenziose lacrime. Chiudo gli occhi per poter lasciare alla mia mente lo spazio giusto e il tempo adatto a far scorrere le immagini violente e veloci, relegate sempre in qualche cassetto nascosto. Adesso ci metto dentro anche lei, in abito bianco e di pizzo, felice e serena in una vita che non è più la nostra. Sento il braccio sinistro pulsare, fino a dolere. Lo stringo con la mano destra, proprio sopra il gomito, proprio lì, dove il cuore appoggia su un incendio ormai vecchio e appassito.
«Jacob era felice. Lei indossava un abito di pizzo bianco con un bouquet di rose color pesca ed Emmett la accompagnava orgoglioso. Sono convinto che sarà un grande matrimonio e che saranno felici.»
«E Flame?»
«Sarà felice anche lei.»
«Tu avresti potuto darle tutto ciò, lo sai vero?»
«No, io avrei potuto solo renderla in catene, fino a farla esplodere. È fuoco papa, se tu tenti di trattenerlo lincendio divampa con unesplosione e avrebbe reso le cose complicate. Così è molto più semplice.»
«Semplice non è bello.»
«Semplice è bello papà.» Svoltiamo verso lautostrada e la velocità aumenta, come la distanza che metto tra me e lei chilometro dopo chilometro e che mi apre lo stomaco in una voragine. Sarebbe così bello se potessi tornare indietro correndo, prendere in braccio Flame, abbracciare Bella e dire loro quanto le amo. Sarebbe tutto più bello se quell'uomo in piedi sull'altare, vestito come un pinguino, fossi stato io, come abbiamo sempre sognato. Sarebbe stato bello se il sorriso che le addolciva il volto avesse colorato ogni nostra giornata insieme senza che io fossi costretto ad assistere a silenziose lacrime. Chiudo gli occhi per poter lasciare alla mia mente lo spazio giusto e il tempo adatto a far scorrere le immagini violente e veloci, relegate sempre in qualche cassetto nascosto. Adesso ci metto dentro anche lei, in abito bianco e di pizzo, felice e serena in una vita che non è più la nostra. Sento il braccio sinistro pulsare, fino a dolere. Lo stringo con la mano destra, proprio sopra il gomito, proprio lì, dove il cuore appoggia su un incendio ormai vecchio e appassito.
«Non
devi per forza andartene per essere felice, Edward. Io e tua madre
siamo felici di averti a casa.»
«Non me ne vado per essere felice papà, me ne vado per essere indipendente e per cercare di costruirmi una vita senza il costante ricordo di questi trentadue anni qui, con lei.» Mio padre sbuffa sonoramente. Un po come quando ho detto a mia madre la mia idea per la prima volta. Quando ne ho parlato seriamente lei ha smesso di rivolgermi la parola e stamattina mi ha salutato a mala pena.
«Mi dispiace dirtelo, figliolo, ma il ricordo di un incendio non si cancella andandosene lontano non se ti porti ancora i segni addosso.»
Gli occhi ancora chiusi bruciano, pieni di lacrime disperate che vogliono trovare sfogo. So cosa succede se le trattengo, il mal di testa scoppierà come un dannato, la gola brucerà per tutto il giorno e avrò sempre la sensazione di avere un peso sulle spalle, per tutta la giornata. Ma tutto è sempre meglio di mostrare a mio padre quanto sono debole e distrutto.
«Figliolo, ascoltami. Non ti dirò che sarà tutto semplice, perché non lo è ti dico solo che nella vita dovrai combattere per ogni cosa.» Queste parole me le ricordo, come se fosse ieri, come se mi fossi appena risvegliato in quel letto bianco e scomodo e avessi trovato la mia mano stretta in quella forte di mio padre, con gli occhi puntati nei suoi. Non mi lasciò neppure il tempo per respirare da solo. Mi guardò fisso, da uomo a uomo, anche se avevo solo undici anni, e mi disse proprio quelle parole.
«Lo so papà.»
«Non lo sai cazzo! Non sai niente. Sto cercando di farti reagire, di farti prendere decisioni migliori perché la strada che stai prendendo è quella dell'autocommiserazione. Devi andare avanti e vivere perché hai avuto una seconda opportunità e perché anche se a te sembra che le cose siano impossibili sono solamente difficili. Hai perso tanto, Edward te lo concedo. Ma hai perso qualcosa che hai lasciato indietro tu, per tuo volere. E adesso devi smetterla di piangerti addosso e cominciare a vivere o ti prenderò a sberle fino a farti rinsavire.»
È inutile pensare di trattenere le lacrime.
Resto voltato verso il finestrino, sperando che mio padre non si accorga del fiume di sentimenti ed emozioni che sgorga dai miei occhi. E quando i ricordi si affollano e mi tormentano ancora un po, dopo minuti e minuti di silenzio, decido di schiarirmi un pelo la voce, infischiandomene che mio padre senta il pianto nelle mie parole.
«La compassione che vedi negli occhi della donna che ami, ogni giorno e ogni istante della tua vita, quella che appare ogni mattina quando apri gli occhi è dolorosa papà. Quasi quanto le lacrime che scorrono silenziose di notte, quando pensa che tu stia dormendo e che non ti accorgi di nulla. È doloroso anche sentire la disperazione e la stanchezza nella sua voce quando parla di quanto sia difficile svegliarsi ogni mattina in una casa che non offre molto e che è difficile da gestire da sola, o prendersi cura di una persona a metà. Ed è doloroso anche pensare di non poter accompagnare tua figlia al parco giochi, perché sarai sempre più lento di chiunque a raggiungerla se si facesse male; o di non poterle cucinare il pranzo perché non arrivi alla cucina.» Sospiro e devo schiarirmi la voce ancora una volta. «E dannatamente doloroso, papà, è stato vederla oggi felice e sorridente, rilassata e innamorata, camminare davanti a quello che è un tuo amico dai tempi dell'asilo. Ma capisci la differenza? Non importa il dolore che provoca a me, non importa ciò che provo io La cosa importante è lei.»
«Edward »
«Quindi smettila di dirmi che ho fatto un errore, che ho voluto perdere qualcosa, che sono stato io a scegliere. Io non sapevo che ci fosse Flame in arrivo e non sapevo neanche che sarebbe stato così difficile vivere dopo di lei. Ma ho fatto una scelta per la sua felicità. Perché il senso di colpa mi lasciasse finalmente libero e liberasse anche lei. Non me ne frega un cazzo di me o di ciò che ci sarà domani per me stesso, ciò che conta è che lei sia serena e che sua figlia possa vivere con un padre che si possa prendere cura di lei davvero.»
«Non me ne vado per essere felice papà, me ne vado per essere indipendente e per cercare di costruirmi una vita senza il costante ricordo di questi trentadue anni qui, con lei.» Mio padre sbuffa sonoramente. Un po come quando ho detto a mia madre la mia idea per la prima volta. Quando ne ho parlato seriamente lei ha smesso di rivolgermi la parola e stamattina mi ha salutato a mala pena.
«Mi dispiace dirtelo, figliolo, ma il ricordo di un incendio non si cancella andandosene lontano non se ti porti ancora i segni addosso.»
Gli occhi ancora chiusi bruciano, pieni di lacrime disperate che vogliono trovare sfogo. So cosa succede se le trattengo, il mal di testa scoppierà come un dannato, la gola brucerà per tutto il giorno e avrò sempre la sensazione di avere un peso sulle spalle, per tutta la giornata. Ma tutto è sempre meglio di mostrare a mio padre quanto sono debole e distrutto.
«Figliolo, ascoltami. Non ti dirò che sarà tutto semplice, perché non lo è ti dico solo che nella vita dovrai combattere per ogni cosa.» Queste parole me le ricordo, come se fosse ieri, come se mi fossi appena risvegliato in quel letto bianco e scomodo e avessi trovato la mia mano stretta in quella forte di mio padre, con gli occhi puntati nei suoi. Non mi lasciò neppure il tempo per respirare da solo. Mi guardò fisso, da uomo a uomo, anche se avevo solo undici anni, e mi disse proprio quelle parole.
«Lo so papà.»
«Non lo sai cazzo! Non sai niente. Sto cercando di farti reagire, di farti prendere decisioni migliori perché la strada che stai prendendo è quella dell'autocommiserazione. Devi andare avanti e vivere perché hai avuto una seconda opportunità e perché anche se a te sembra che le cose siano impossibili sono solamente difficili. Hai perso tanto, Edward te lo concedo. Ma hai perso qualcosa che hai lasciato indietro tu, per tuo volere. E adesso devi smetterla di piangerti addosso e cominciare a vivere o ti prenderò a sberle fino a farti rinsavire.»
È inutile pensare di trattenere le lacrime.
Resto voltato verso il finestrino, sperando che mio padre non si accorga del fiume di sentimenti ed emozioni che sgorga dai miei occhi. E quando i ricordi si affollano e mi tormentano ancora un po, dopo minuti e minuti di silenzio, decido di schiarirmi un pelo la voce, infischiandomene che mio padre senta il pianto nelle mie parole.
«La compassione che vedi negli occhi della donna che ami, ogni giorno e ogni istante della tua vita, quella che appare ogni mattina quando apri gli occhi è dolorosa papà. Quasi quanto le lacrime che scorrono silenziose di notte, quando pensa che tu stia dormendo e che non ti accorgi di nulla. È doloroso anche sentire la disperazione e la stanchezza nella sua voce quando parla di quanto sia difficile svegliarsi ogni mattina in una casa che non offre molto e che è difficile da gestire da sola, o prendersi cura di una persona a metà. Ed è doloroso anche pensare di non poter accompagnare tua figlia al parco giochi, perché sarai sempre più lento di chiunque a raggiungerla se si facesse male; o di non poterle cucinare il pranzo perché non arrivi alla cucina.» Sospiro e devo schiarirmi la voce ancora una volta. «E dannatamente doloroso, papà, è stato vederla oggi felice e sorridente, rilassata e innamorata, camminare davanti a quello che è un tuo amico dai tempi dell'asilo. Ma capisci la differenza? Non importa il dolore che provoca a me, non importa ciò che provo io La cosa importante è lei.»
«Edward »
«Quindi smettila di dirmi che ho fatto un errore, che ho voluto perdere qualcosa, che sono stato io a scegliere. Io non sapevo che ci fosse Flame in arrivo e non sapevo neanche che sarebbe stato così difficile vivere dopo di lei. Ma ho fatto una scelta per la sua felicità. Perché il senso di colpa mi lasciasse finalmente libero e liberasse anche lei. Non me ne frega un cazzo di me o di ciò che ci sarà domani per me stesso, ciò che conta è che lei sia serena e che sua figlia possa vivere con un padre che si possa prendere cura di lei davvero.»
«Non
è solo sua figlia
»
«No, è vero. È anche la figlia di Jake, e così deve essere.»
«No, è vero. È anche la figlia di Jake, e così deve essere.»
Non
importa che io mi penta ogni giorno delle mie scelte e che rimpianga
la nostra casa e la nostra vita. Non è importante il dolore che
sento ogni secondo in cui penso a lei, in cui mi sento solo. Non
importa che mi senta dilaniato ogni momento in cui immagino di
stringere mia figlia tra le braccia, di vederla crescere, di giocare
con lei
e sapere di aver rinunciato a lei per sempre. Come mi sento
io non è importante, perché so quanto può essere doloroso e quanto
io possa arrivare ad odiarmi perché lei non è soddisfatta di una
vita con me.
Chiudo gli occhi ancora una volta, le lacrime ormai libere di scorrere a fiumi sul mio viso, neanche minimamente preoccupato di asciugarle. Fisso nella mia mente il volto di lei sorridente con labito bianco, in un sogno ormai in fumo. Non so se mio padre li sente questi pensieri, perché sembrano così rumorosi nella mia testa da fare male. Non so neanche se mi sente quando mormoro le mie ultime parole lungo questo tragitto, e sinceramente non mi interessa, mi concentro solo sul pensiero di lei felice, con quel sorriso che amo all'infinito e che mi mancava da morire, che ha incendiato per lultima volta il mio cuore.
«Se lei è felice io posso anche bruciare all'inferno.»
Chiudo gli occhi ancora una volta, le lacrime ormai libere di scorrere a fiumi sul mio viso, neanche minimamente preoccupato di asciugarle. Fisso nella mia mente il volto di lei sorridente con labito bianco, in un sogno ormai in fumo. Non so se mio padre li sente questi pensieri, perché sembrano così rumorosi nella mia testa da fare male. Non so neanche se mi sente quando mormoro le mie ultime parole lungo questo tragitto, e sinceramente non mi interessa, mi concentro solo sul pensiero di lei felice, con quel sorriso che amo all'infinito e che mi mancava da morire, che ha incendiato per lultima volta il mio cuore.
«Se lei è felice io posso anche bruciare all'inferno.»
Lei
ci crede a questo?
A
un fuoco inestinguibile che divora eternamente
(Mozart)
(Mozart)
Il fuoco si
leva in forme gioiose dalla culla oscura, in cui dormiva,
e la sua fiamma
si innalza e ricade e nuovamente erompe e si avvolge festosa,
finché la sua
materia è consunta, e allora fuma e lotta e si spegne:
ciò che
rimane è cenere.
(Friedrich
Hölderlin)
FINE
FINE

e alla fine qualcuna mi ha fatto piangere.
RispondiEliminache dire nonostante la drammaticità, bellissima.
bellissime le frasi che fanno da passaggio ai vari momenti della storia.
sofferenza pura quando capisci che lo sposo non è lui ma, ha ragione, forse ha preso la decisione migliore... e se lei ha accettato sicuramente ha preso la decisione giusta.
grazie per questa nuova emozione.
JB
Ottime citazioni e bella drammatica idea.
RispondiEliminaGrazie
Ho ancora le lacrime agli occhi. Scritta molto bene e le emozioni che prova Edward sono veramente ben scritte e trasmettono perfettamente il suo dolore. Storia originale e anche se so che non è essenziale non ho capito cosa è successo. Un incendio quando aveva quindici anni... e a 32 è su una sedia a rotelle... ma i due incidenti sono correlati? Perché Edward è su una sedia a rotelle?
RispondiEliminaComunque bravissima!!!
Ahhh che rabbiaaaaa! Tu sei stata bravissima a descrivere il dolore di Edward, mi è sembrato di sentirlo sulla pelle per tutto il tempo.Direi che, come il tuo personaggio, hai quasi assaporato quel dolore. Ma io la penso come Carlisle: anche se non ci racconti se non a grandi linee quello che è successo, io credo che Edward abbia sbagliato a non lasciare scegliere Bella. Non è stato amore ma egoismo, perché piuttosto che rischiare la sua compassione, o rischiare il dolore di essere abbandonato da lei, ha preferito essere lui ad agire. Ma così l'ha costretta ad accontentarsi di un nuovo amore meno intenso, meno bruciante. Normale, certo, ma non lo ha scelto lei. E lui sa, che lei non lo ha dimenticato, o non lo avrebbe cercato, fino all'ultimo, sull'altare. E non avrebbe chiamato la figlia Flame. Lui l'ha condannata ad una vita senza fuoco. Perciò mi fa una rabbia pazzesca!!!
RispondiEliminaDevo ammettere che questa storia mi ha disturbato parecchio, forse perché tutto quello che sta dietro alla decisione di Edward rimane non spiegato in manera articolata.
RispondiEliminaLa prima reazione è di insofferenza verso tutti i personaggi. Posso capire che una vita passata ad assistere una persona invalida possa essere pesante, frustrante, dolorosa e difficile, ma la formula “in salute e in malattia” per me è molto seria: come ha potuto Bella “disfarsi” di Edward? Come ha potuto accettare che suo marito rinunciasse alla propria famiglia e alla propria figlia? Fanculo, brutta stronza. Edward non è forse più un uomo, il suo uomo? “L’uomo arriva dove arriva l’amore” risponde un padre che nutre un figlio minorato a Calvino che fa lo scrutatore al seggio elettorale presso il Cottolengo. Evidentemente in Bella l’amore non c’era.
Edward non è meglio. Che diritto ha di privare sua figlia del suo vero padre? Perché non potrà correre in un prato con lei? Stronzate; sono altre le cose che contano nella vita.
Mi spiace, detesto questi personaggi con tutte le mie forze.
Il che non significa che la storia sia brutta o scritta male.
Questa storia mi ha fatto stringere il cuore e venire un groppo in gola. Drammatica ma bellissima. Brava chiunque tu sia :)
RispondiEliminaIndubbiamente è una storia molto bella e intensa, ma... ma non condivido il modo di agire di Edward. Preferisce abbandonare Bella e far vivere la propria vita a un altro, rinunciare alla sua bambina per farla crescere a quello che considera il suo migliore amico. Boh! quale amico prenderebbe il posto di un altro uomo in questo modo? Quale donna innamorata lascerebbe andare l'amore della sua vita dal momento che non può più camminare? Forse non erano esattamente quello che lui pensava. Capisco che se è lui il primo ad allontanarsi non ci sono ragioni che tengano, se non è lui a volerci provare non ci sono tentativi da fare però... Non so mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca. Mi ha coinvolto e commosso, non c'è dubbio ed è scritta benissimo ma continuo a non essere d'accordo con la scelta che ha fatto lui.
RispondiEliminaGrazie e complimenti è comunque bellissima.
Non so se questo Edward sia molto generoso o piuttosto pirla... la storia è bella ed è scritta bene, però secondo me, quello che vuole essere il suo intento, cioè descrivere un grande amore, viene travisato. Ok ti lascio per il tuo bene, può essere un bel gesto, ma anche la paura di chi lascia prima di essere lasciato, un mettere le mani avanti diciamo e di certo non c'è amore in una donna che passa da un uomo al suo migliore amico così e non c'è amore fraterno in un amico così pronto a rimpiazzarti... forse l'unico che ama qui è il padre di Edward. Grazie di aver partecipato
RispondiEliminaOttime osservazioni!
EliminaL'idea di questa storia, sulla falsa riga di New Moon (a mio avviso, eh!), è scritta in modo intenso e molto coinvolgente. Per questo ti dico che sei stata bravissima. Mi si stringeva il cuore a mano a mano che procedevo nella lettura perchè sentivo la rassegnazione e il dolore di Edward. Ma come le altre lettrici tutti i personaggi paiono avere agito in modo insensato. Lui è rimasto invalido (avrei voluto sapere di più), lei lo ha amato tanto da farci insieme una figlia (quando come?) e l'amico di sempre se la sposa. Mi piace farmi trascinare nei meandri della disperazione dei personaggi, ma mi piacerebbe che fossero circostanziati.
RispondiEliminafacciamo così... a mio avviso questo è il prologo di una long bellissima che io personalmente divorerei!!! Pensaci!! Comunque mi sei piaciuta tantissimo. Brava davvero! Cristina.
ti chiedo scusa per il commento sgrammaticato, ma l'ho scritto di fretta (perchè sono in ritardo con la lettura delle altre storie!) scusa e ancora brava!!!
RispondiEliminaRaramente piango su una storia, eppure sono arrivata alla fine coi goccioloni. è vero che mi piacerebbe che fosse una long, eppure, anche in presenza di tante cose non dette, questo racconto così introspettivo mi è parso completo. Bravissima,
RispondiEliminaAleuname.
Commovente fino alla fine, davvero brava. mi piacciono molto le storie commoventi perché tutti di solito scrivono storie a lieto fine. bravissima.
RispondiElimina1 punto
RispondiEliminaE il resto? Perché questo è un prologo, vero? Cioè, voglio sapere di più... tutti i perché e i percome per una scelta simile da parte di Edward. Come hanno già detto prima di me, nessuno può arrogarsi il diritto di scegliere per gli altri. Edward è stato un vigliacco, forse per paura di soffrire per un addio... Bella forse è stata superficiale a permettergli di fare una scelta a senso unico... e Jacob, beh... lui è sempre il solito approfitttore :P
RispondiEliminaResta comunque il fatto che hai fatto un ottimo lavoro. E' ben scritta, scorrevole e decisamente coinvolgente perché i sentimenti di Edward li senti scorrere sulla pelle come se fossero tuoi. Brava.
CHIARA AMADORI ASSEGNA A QUESTA STORIA 1 PUNTO
RispondiEliminaStoria intensissima, che mi ha avvinto come poche. Però voglio le circostanze e le spiegazioni!
RispondiEliminaSono arrivata alla fine e mi sono detta "Nooooo!!! E il resto? Il resto dov'è? Voglio sapere il resto!!"
Comunque stupenda per le emozioni suscitate e perché scritta benissimo!
Brava davvero!
Sinceramente i personaggi mi piacciono uno meno dell'altro.
RispondiEliminaJacob è uno squallido approfittatore, altro che amico! E poi proprio non posso vederlo con Bella.
Bella è tanto innamorata di Edward da buttarsi fra le braccia di un altro. In pratica non ama nessuno dei due.
Edward è un vigliacco. Disprezzo le persone come lui che nascondono il proprio egoismo dietro finti gesti altruistici. In salute e in malattia non gli dice niente?