Titolo: Anger and love
Genere: fantasy/ romantico/ sentimentale
Raiting: giallo
Logline: e se la rabbia potesse scaturire nuovi poteri?
Sinossi: Bella e Edward si rivelano di avere dei super poteri dovuti dalla rabbia e capiranno che il loro destino è stare insieme.
Pov Bella
«Cioè, fammi capire bene… tu ti arrabbi e poco dopo va a fuoco qualcosa, giusto?»
«Più o meno… è così!»
«E nel momento in cui ti passa l’arrabbiatura, tutto torna normale...»
Annuii ammorbidendo le labbra e spostai una ciocca di capelli dietro la nuca. Eravamo seduti sul muretto dietro la scuola, a parlare. Veramente avremmo dovuto essere in aula ma quella mattina non avevamo voglia di fare lezione e decidemmo di fare sega. Edward era un ragazzo davvero carino, molto simpatico, sempre sorridente e preciso come un orologio svizzero. Edward era quell’amore che aspettavo da tanto tempo. Lui mi faceva sentire bene come nessun’altro al mondo, quando stavamo insieme era come se fossimo una cosa sola ed io potevo essere me stessa al 100%.
A volte si rideva per cazzate veramente assurde, per cose che capivamo solo noi due. Dormivamo insieme come due fratelli, ci comportavamo come due fratelli separati dalla nascita… mangiavamo nello stesso piatto, bevevamo dallo stesso bicchiere, io gli fregavo le felpe; il nostro era un rapporto unico e speciale.
Ma c’era una cosa di lui che mi aveva colpito dalla prima volta in cui l’avevo notato: il modo con cui aggrottava le sopracciglia quando qualcosa non andava. La cosa strana era che, dovunque si trovasse, si alzava e correva al bagno. Un po’ come me quando mi arrabbiavo.
Un giorno gli chiesi se gli andava di divere il pranzo con me, lui accettò e iniziammo a uscire insieme. Come amici ovviamente.
A scuola girava voce che in verità facessimo porcate quando dormivamo insieme o quando stavamo da soli; dicevano pure che un giorno ci saremmo sposati e avremmo avuto dei figli per quanto tempo passavamo insieme. Un po’ ci speravo… Edward non era più solamente un fratello per me, ma avevo capito di essermi innamorata di lui. Lo guardavo con occhi diversi e quando dormivamo insieme mi piaceva accoccolarmi tra le sue braccia fingendo che fosse solamente una cosa da fratelli, quando il mio era modo per fargli capire che l’amavo alla follia.
Eppure c’era una cosa di me che lui non sapeva… fino ad oggi. Una cosa che mi portavo dentro da quando avevo sei anni, un segreto che non c’è la facevo più a tenere solo per me stessa. Un’eroina? Una creatura diversa dagli esseri umani? Un alieno? Una cosa strana? Non lo sapevo neanche io che cosa fossi.
Improvvisamente la mia vita aveva subito un fortissimo cambiamento, e solo a causa di una stupida arrabbiatura. Forse un mio coetaneo lo avrebbe visto come una cosa fichissima da condividere con tutto il mondo e farsi vedere potente con gli altri, ma non la sottoscritta. Ogni volta che facevo incendiare qualcosa mi chiedevo: perché io? Che cosa c’era in me che non andava? Volevo delle risposte, volevo svegliarmi ed essere una comune mortale, ma ad oggi, che avevo 17 anni, non ero ancora riuscita ad averle. Forse Edward avrebbe potuto aiutarmi.
«Pazzesco!»
«Già! Pensa che la prima volta che me ne sono accorta avevo solo sei anni» dissi scendendo giù dal muretto, alzando lo sguardo al cielo.
Era strano condividere questa cosa con qualcuno. Ma andiamo indietro nel tempo per capire bene la situazione.
13 anni prima…
Secondo la mitologia greca, Prometeo rubò il fuoco agli dei per donarlo agli umani bisognosi di aiuto, trasmettendone in loro la potenza; fu per questo punito dagli dei che lo incatenarono a una montagna mentre un’aquila gli divorava il fegato. Mia madre mi raccontava spesso questa leggenda, con me in braccio davanti al camino e ogni volta sentivo qualcosa che bruciava dentro di me. Ero in quinta elementare, stavamo giocando in giardino, io e la mia classe, quando un mio compagno mi spinse a terra facendo cadere la mia bambola che si sporcò di fango.
Inizialmente non piansi, ma sentii una forte rabbia salirmi in corpo. Mi imbronciai e due secondi più tardi, il pallone da calcio che si trovava a pochi metri da me, stava andando a fuoco.
«Oh santo cielo!» esclamò la maestra Measen.
Io scossi il capo spaventata da ciò che era appena successo… e come per mangia… il pallone tornò normale. Quel giorno capii che c’era qualcosa di diverso in me e cominciai pian piano a scoprire, interagire e a convivere con questa piccola cosa.
«Accidenti! E i tuoi lo sanno?» domandò curioso.
Con i miei non avevo un buon rapporto, papà era il classico uomo alla vecchia maniera e mamma era sempre indaffarata con il lavoro; erano rare le volte in cui avevamo un rapporto genitore/figlio. Abbassai timidamente lo sguardo.
«Tu sei l’unico» dissi timidamente.
Spalancò gli occhi.
«Bella stai scherzando!?»
Feci cenno di no con la testa e l’alzai guardandolo dritto negli occhi.
«Ti prego non odiarmi per avertelo nascosto per così tanto tempo!»
«Devo farti una confessione» farfugliò serio.
«Ti ascolto.»
Scese dal muretto, infilò le mani in tasca e iniziò a camminare avanti e indietro.
«Ricordi quando siamo andati al compleanno di Jacob?»
Arricciai il naso.
«Mike si è mangiato mezza torta e hanno dovuto chiamare l’ambulanza, certo che me lo ricordo!» esclamai ridendo.
«Non mi riferisco a quel momento… ricordi che all'improvviso era esplosa la bottiglia di coca cola?»
Pensandoci bene sopra… cavoli ora ricordavo!
Si erano girati tutti verso la bottiglia e alla fine avevano incolpato Mike pensando che volesse fare uno scherzo. Un compleanno epico visto che in seguito, proprio Mike finì all’ospedale con il mal di pancia. Mi venne da ridere.
«Se ripenso al mal di pancia di Mike» dissi ridendo.
«Sono stato io» rivelò tutto d’un fiato, fermandosi.
Mi avvicinai e lo guardai dritto negli occhi.
«Sei stato tu a fare cosa?» chiesi arricciando il naso.
«La bottiglia di coca cola. L’ho fatta esplodere io!»
«Tu? E come hai fatto!?»
«Nello stesso identico modo in cui tu fai bruciare le cose» continuò prendermi il viso tra le mani «Bella noi abbiamo dei poteri sovrannaturali!»
Gli presi le mani e le intrecciai con le mie. Nel cielo spuntarono dei piccoli raggi di sole che ci illuminarono il viso, ed io mi sentii come un’eroina con il suo eroe. Mancava solo la musica di sottofondo e la telecamera che ci inquadrava dall’alto. Era come se fossimo su una montagna altissima.
«Tu sei in grado di far scoppiare le cose? E come l’hai scoperto? Perché me lo stai dicendo solo adesso?» chiesi spaventata, senza riprende fiato.
Lasciai cadere le nostre mani a terra e mi allontanai leggermente.
«Solo se contenenti dei liquidi e quel giorno ero particolarmente nervoso a causa di Jacob che non la smetteva di guardarti, mi sono girato per trattenere la rabbia ma non ci sono riuscito.»
«E perché me l’hai tenuto nascosto tutti questi mesi?»
«Per lo stesso motivo per cui l’hai fatto tu, avevo paura che potessi non accettarmi. Bella tu sei l’unica a saperlo, se lo raccontassi ad un’altra persona mi prenderebbe per matto e probabilmente lo direbbe ai miei genitori che chiamerebbero lo psicologo e…»
«Quindi neanche loro lo sanno?»
«No.»
«Mi sento stupida per non avertelo detto prima, ma credevo che tu…» dissi arrossendo timidamente.
«Abbiamo pensato che l’uno non potesse capire l’altro, quando invece avremmo potuto capirci da molto tempo.»
Gli sorrisi e lui ricambiò.
«Edward quando stiamo insieme io mi sento bene, in pace con me stessa e sono felice... tu...»
Improvvisamente sentimmo un tuono che ci fece sobbalzare e alzammo quasi d’impulso la testa verso il cielo. Una nuvola gigantesca ci comparve davanti agli occhi.
«Ed è proprio così che dev’essere!» esclamò una voce maschile con l’eco.
Ci guardammo intorno spaventati. Non c’era nessuno.
«Il vostro destino è quello di rimanere insieme per sempre.»
«Chi sei?» domandò spaventato.
«Isabella mi conosce molto bene, e anche tu figliolo! Voi siete i miei successori e così lo saranno anche i vostri figli.»
«Noi avremo dei figli?» domandai confusa.
La voce scoppiò a ridere.
«Avrete un lungo cammino insieme Isabella, ma speravo che tu mi riconoscessi.»
«Pr-prometeo?» balbettai.
«Esatto cara! Sono proprio io.»
«Perché noi due? Perché io?»
«Isabella cara… non sempre possiamo scegliere il nostro destino.»
«Ma perché proprio io!?»
«Tu non lo ricordi ma quando eri molto piccola hai avuto un’incidente stradale con la tua famiglia e alcune ferite sono entrate dentro di te. Così è stato anche per Edward, quando stava per affogare al mare.»
Edward mi lasciò un bacio tra i capelli.
«Andrà tutto bene d’ora in poi tesoro» sussurrò dolcemente.
«Ma c’è una cosa che dovete sapere… il vostro cammino non sarà così facile, ci saranno degli ostacoli, ma so che sarete in grado di superarli e andare avanti. Siete due ragazzi forti, determinati e molto innamorati.»
Arrossimmo entrambi e intrecciammo insieme le nostre mani.
La nuvola scomparì come per magia, e spuntò un bellissimo sole.
Mi voltai verso Edward sorridendogli.
«Per sempre?»
«Sì, per sempre!»
E così, Bella e Edward, le due anime gemelle finalmente si scambiarono un bacio appassionato che li unì per tutta la vita.
FINE
FINE

e anche qua ho più domande che risposte.
RispondiEliminaquindi?
che è successo durante l'incidente di Bella?
come le ferite sono entrate dentro di lei?
e Edward che affogava, cosa è successo?
l'allaccio mitologico è bello ma alla fine che centra Prometeo con Bella e Edward?
JB
Era da tanto che non leggevo una ff di genere sovrannaturale, sei stata brava a rendere quest'atmosfera quasi fiabesca, in alcuni tratti mi ricordava i telefilm dei primi anni 2000, come "Roswell" o "Streghe"... C'è da dire che questa ff mi sembra più l'attacco di una long, piuttosto che una one-shot, sarebbe bello se la continuassi!!!
RispondiEliminaBrava,
Aleuname.
Anche a me ha lasciato piuttosto perplessa. L'idea di base c'è, è molto carina. Ho notato una grave (a mio avviso) discrepanza nel salto temporale (scrivi che lei ha 17 anni, poi racconti un episodio di 13 anni prima e racconti che lei aveva 6 anni (ma 17-13=4) poi dici che l'episodio si svolge quando lei era in 5a elementare, ma la 5a si fa a 11 anni)
RispondiEliminaHo notato alcuni refusi e errori nella coniugazione dei verbi.
Non mi convince molto il finale con Prometeo, forse dovresti spiegarlo meglio. posso capire il collegamento tra Prometeo e Bella, ma Edward che fa "esplodere" oggetti contenenti liquidi, che c'entra? inoltre è piuttosto strano come "superpotere".
Concordo con Jusy sul fatto che potevi spiegare meglio anche il discorso delle ferite che sono entrate in lei. Scrivi che è successo lo stesso con Edward, ma lui stava per annegare, non era ferito...
L'idea di base c'è, e mi piace, ma dovresti spiegare meglio alcune cose e non darle per scontate, altrimenti crei confusione.
Grazie di aver partecipato e averla condivisa con noi
Bella l'idea è alcune parti sono ben scritte, ma lascia troppe domande e nessuna risposta... ho notato alcune discordanze tra cui: cosa c'entra Edward con Prometeo? E non ho capito bene il potere di lui. Comunque brava e grazie per averla condivisa con noi!
RispondiEliminaNon posso che unirmi alle altre e chiedere a gran voce un approfondimento dei fatti. Mi è piaciuta l'idea e mi piacerebbe ancora di più leggere qualche spiegazione a ciò che hai solo accennato.
RispondiEliminaBella e originale l'idea di inserire un elemento mitologico.
Grazie come sempre per aver condiviso con noi :D
Mi accodo alle altre, bella l'idea mitologica ma andava inserita e descritta meglio. Anche io ho notato discrepanze nelle età di Bella.
RispondiEliminaComunque l'idea è buona, cerca di approfondirla!
Ho apprezzato davvero il modo in cui descrivi come la reciproca scoperta dei superpoteri faccia sentire I due protagonisti forti, diversi dagli altri ma affini tra loro. Però non ho capito cosa c'entri Prometeo...e in che senso loro siano I suoi eredi. Comunque una bella idea, da sviluppare!
RispondiEliminaMister Incredible e Signora!!!! La versione Marvel della storia d’amore Edward/Bella effettivamente mi mancava!. Pensa alle infinite possibilità per questi due. Un ristorantino dove lui può gasare l’acqua su ordinazione e lei preparare piatti flamboyant all’istante! Oppure un parco giochi con effetti speciali per pargoli incontentanbili, tipo fuochi fati su tenebrose tombe ed esplosioni misteriose di irati fantasmi. Meglio ancora: possono fingere che gli edifici siano infestati da presenze ostili e quindi offrirsi stile ghostbuster per scacciarle! Vedo per loro un luminoso futuro. L’unico reale problema sarà la gestione del talamo nuziale: lei lo incendia e lui lo inonda. Un tantinello scomodo forse. Famolo strano.
RispondiEliminaIo continuo a ridere come una pazza leggendoti!!!
EliminaLo fai apposta?
😂😂😂😂😂
Questa storia necessita di un sequel! Le premesse sono buone secondo me, serve giusto una sistematina qua e là (per esempio le discrepanze cronologiche, come hanno fatto giustamente notare le altre). Spero tu colga l'invito a continuare, mi piace molto l'inserimento dell'elemento mitologico!
RispondiEliminaAllora è vero che tutti hanno l'anima gemella! Però se litigano questi due è meglio vadano nel deserto. Scherzi a parte,la base fantasy c'è ed è un genere che piace a molti, il che è una bella cosa. Grazie di aver partecipato.
RispondiEliminaStoria simpatica e frizzantina. La parte fantasy però non mi ha catturata come in altre storie del contest (in cui sono stati utilizzati dei poteri sovrannaturali), mi è sembrata inserita in modo meno armonico e meno intrigante. In sè forse non sono presa nella lettura a causa della psicologia dei personaggi così giovani. Grazie comunque per avermi regalato una pausa tutto sommato leggera e divertente. Cristina
RispondiEliminaL'idea di base c'è però..... a parte qualche piccolo errore di battitura, ma potevi approfondire la descrizione della prima parte e far capire bene anche che cosa centrasse il potere di lui con il fuoco.
RispondiEliminaTroppo presciolosa, a mio parere. L'idea è anche buona ma sicuramente andava espressa in maniera migliore, spiegando meglio i perché e i percome questi due giovani si siano trovati a vivere con poteri simili...
RispondiEliminaGrazie per aver partecipato.
L'idea è buona e decisamente originale! Magari avresti potuto svilupparla meglio...
RispondiEliminaPerò brava per aver pensato e raccontato a noi una bella storia come questa!